viernes, 22 de agosto de 2014

Marettimo...il primo giorno...

Risveglio a Favignana. Il mattino è nebbioso e uggioso. Chissà perché. Forse un preludio di nefasti eventi...intanto la Zaccaria va a fare il biglietto. Ci accompagnerà nella traversata verso Marettimo e con lei faremo un rapido bagno vicino la punta ove si trova un castello, un tempo si dice abitato da una donzella di facili costumi: Punta Troia. Appena ancorati, veniamo avvicinati dai responsabili dell'area marina in gommone. Ci contestano di tutto: il permesso da stampare, l'ancora sulla poseidonia, l'email di conferma...i boxer fuori moda di Antonio, etc.
Torniamo in porto...è l'ora dell'addio. "E li pensai che i porti sono fatti apposta per dirsi addio...il traghetto parte piano piano, e tu hai tutto il tempo di pensare alla Zacca che ti lascia".
Antonio rimane sul molo ad attendere la partenza del tristo battello. Più tardi, tornato in barca, racconterà così gli ultimi istanti con la Zacca:
-"Sul pontile, con le gote madide di dolci lacrime, ci siamo scambiati un lunghissimo bacio. Esso conteneva tutto il profumo del mare e del mirto estivo, che tenace fiorisce sulla roccia. I gabbiani assistevano dall'alto a tale manifestazione di puro amore, e con il loro  tristo canto accompagnavano si doloroso addio. Non so dirvi quanto siamo stati abbracciati....10 minuti, 20, 30, un'ora...!!!"
-"Antonio....ma è andata veramente così???!!!", chiediamo tutti sorpresi.
-"Beh no, però la nostra è stata proprio una gran bella stretta di mano"
La Zaccaria se ne va e cominciano i guai. Seba, Ciro, Nico e Ketty rimangono in barca. Salpiamo l'ancora, ma non viene su. Tira e molla ci mettiamo mezz'ora per disincagliarla. Poteva andarci peggio...ed in effetti è sufficiente aspettare un paio d'ore.
Ci ormeggiamo nel pontile più instabile che esista. Qualsiasi peto di cefalo provoca onde degne di uno tsunami. Ci assegnano la testa del pontile lato terra. Il rollio di Valediana è impressionante. Il comandante fila due cime di poppa, più due cime diagonali. Dopo pochi minuti lo spigolo dello specchio di poppa sotto la bitta è stato limato...è saltato il gelcoat e, conseguentemente, saltano le prime bestemmie. Ci spostano sul pontile lato mare. In manovra di attracco facciamo il pelo a uno scoglio del quale nessuno ci aveva parlato. Balliamo meno impacchettati tra una serie di 50 piedi che ci circondano.
Andiamo a comprare una pizza. Li al ristorante Antonio incontra un dentice di 9 kg addormentato nella teca di cristallo. Vuol cercare di rompere l'incantesimo e si appresta a baciare il denticione quando ci chiamano perché le pizze da portare via sono pronte. Dopo la pizza e la zucchina lunga cucinata da Ketty (ma perché???!!!!) Nico cade addormentata, il comandante e la comandanta passeggiano per il paese, Antonio e Ciro sugli scogli del porto antico ragionano sul passato e sul futuro...

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